Umori e ritmi ebraici tra classica e jazz

PROGRAMMA
 
I Minimal Klezmer si rifanno all'origine stessa della parola Klezmer, che solo in tempi recenti ha acquisito il significato di genere musicale che tutti conosciamo.
In origine, essa indicava lo strumento musicale o il musicista stesso, subendo anche nella sua storia una connotazione dispregiativa.
Lo stereotipo del "klezmorim" degli inizi del 900 era infatti quello del musicista mercenario, vessato dalle autorità o dalle classi abbienti, amante dell'alcool e delle belle donne. Da qui il senso ed il non-senso di uno spettacolo che assimila il vissuto più antico di questa parola, incluso il suo lato più "povero", grottesco, ma anche contaminato.
Il Klezmer può infatti essere considerato uno dei più lontani esempi testimoniati di commistione e fusione musicale, per il fatto che contiene elementi della tradizione non solo ebraica ma anche rumena, bulgara, greca, russa, zingara, per arrivare alla componente improvvisativa inevitabilmente acquisita dall'incontro con il jazz americano.
La parola "Minimal" infine non si riferisce al tipo di musica ma alla strumentazione usata: i Minimal Klezmer si sono formati come buskers all'avventura nelle strade di Londra, muniti inizialmente solo di un clarinetto, un cello ed una melodica dalla dubbia accordatura.
Questo non gli ha impedito di allargarsi ad una strumentazione ben più variegata (pianoforte, metallofono, violino, contrabbasso...) e a varie collaborazioni, portando ad una prolifica attività concertistica in festival, teatri e club in tutta Europa e ad un paio di dischi recensiti in varie lingue.
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