APPUNTAMENTO
LA VIOLA ORGANISTA
Lo strumento di Leonardo
Treviso,
Chiesa di San Gaetano
ore 20.45
Ingresso libero
Conferenza a cura di Sławomir Zubrzycki
Tra le invenzioni più singolari concepite da Leonardo da Vinci figura la viola organista, uno strumento che fonde in sé una tastiera e un complesso sistema di corde sfregate la cui idea affonda le proprie radici nella ghironda, nota già dal XII e XIII secolo. La descrizione e i disegni della viola organista compaiono tra le pagine del Codice Atlantico, la più vasta raccolta di appunti leonardeschi, redatta tra il 1489 e il 1492 e oggi conservata presso la Biblioteca Ambrosiana di Milano e in altre biblioteche di Parigi e Madrid. Gli schizzi di Leonardo, tuttavia, non raffigurano un unico modello ma sono riconducibili a otto diverse varianti costruttive, attraverso le quali è possibile seguire il progressivo sviluppo dell’intuizione originaria a partire dal suo archetipo, la ghironda appunto. Nei progetti leonardeschi, la viola a tastiera dunque cambia più volte aspetto fino ad assumere, molto probabilmente nella sua versione definitiva, una fisionomia affine a quella del clavicembalo.
Il funzionamento della viola organista si basa su un principio tanto semplice quanto ingegnoso: attraverso un meccanismo collegato alla tastiera, le corde vengono avvicinate a una serie di archetti circolari – o, in altri modelli, a cinghie di cuoio o rivestite di crine di cavallo – e sfregate con l’ausilio di pece per aumentare l’attrito. Gli archetti, messi in movimento da un sistema azionato da pedale, entrano in contatto con le corde e ne provocano la vibrazione, producendo il suono. La tastiera non si limita solamente a selezionare quali note devono suonare, ma consente di intervenire sulla dinamica, sull’articolazione e sul vibrato. A ciò si aggiunge la velocità di scorrimento degli archetti, capace di accrescere ulteriormente l’intensità dinamica e di modificare il timbro dello strumento.
La vicenda dell’invenzione di questo straordinario strumento non si esaurisce però con i disegni raccolti nel Codice Atlantico. La sua storia successiva è un intreccio avvincente di liutai dimenticati, strumenti perduti e figure di rilievo del panorama musicale. Nel 2013, il concerto di Sławomir Zubrzycki, eseguito su una replica da lui stesso costruita, ha riportato la viola organista all’attenzione dei media internazionali grazie all’agenzia di stampa AFP, conferendo nuovo slancio all’interesse per il progetto di Leonardo. Con la realizzazione di una propria versione di questo strumento, basata sull’idea leonardesca e sviluppata tenendo conto del suo contesto storico, Zubrzycki ha dimostrato come la viola organista possa esprimere un valore musicale tutt’altro che circoscritto al passato, trovando il proprio spazio tanto nella musica antica quanto in quella contemporanea.
Sławomir Zubrzycki