Festival di Musica Antica in Val di Zoldo

III edizione

Il Festival Internazionale Arte e Musica tra Pelmo e Civetta, pur tra le difficoltà che la musica dal vivo ha incontrato in questi ultimi mesi a causa della pandemia, raggiunge la sua terza edizione. Per un momento ci eravamo chiesti se rinviare questo ormai atteso appuntamento per gli ostacoli che le misure sanitarie frapponevano agli assembramenti nelle sedi che avevano ospitato i concerti, come le chiese della Val di Zoldo. Tali edifici di culto, concepiti per i riti e la preghiera di piccole comunità e dunque di limitate dimensioni, sarebbero però risultati inadatti ad ospitare un folto pubblico.

Ha in seguito prevalso il forte desiderio di riportare nella Valle musiche che vi avevano trovato felice residenza grazie all’arte di giovani e valenti interpreti, e di altri di consolidata esperienza, ridando voce ai pregevoli organi zoldani e ad antichi strumenti quali clavicembalo e archi barocchi.

Questa decisione ha comportato delle inevitabili rinunce. Si è dovuto limitare il numero di interpreti e di concerti, e al contempo provvedere al raddoppio degli appuntamenti selezionati, ovvero proporre per ogni programma due concerti in orari ravvicinati (17–19), in modo da permettere l’affluenza contingentata e distanziata di un più numeroso uditorio. Per la stessa ragione sono state privilegiate le sedi più ampie, le chiese di Forno e Fusine. Agli spettatori è richiesta la prenotazione dei posti e naturalmente di accedere alle sedi degli appuntamenti muniti di mascherina.

Due concerti saranno dedicati all’inaugurazione delle pale d’altare di Brusadaz e Coi di Zoldo, restaurate da munifici frequentatori della Valle e sostenitori del Festival, mentre una conferenza offrirà nuovi approfondimenti sulla storia artistica zoldana. Ampio spazio sarà come sempre offerto a giovani interpreti già affermati, vincitori di concorsi internazionali, mentre la collaborazione con l’Associazione “Organi Storici in Cadore” permetterà di risentire, dopo il restauro, il suono del pregevole e raro organo con canne in legno di Fusine dell’organaro zoldano Agostino de Marco Brunet.

Il Festival si aprirà e si chiuderà con due omaggi monografici dedicati all’opera strumentale di Giuseppe Tartini (del quale ricorre il 250° della morte), e vocale di Alessandro Scarlatti. Queste musiche, assieme a tante altre cembalo-organistiche e violinistiche europee, saranno davvero – per ricorrere a un’espressione del compositore contemporaneo Arvo Pärt – “degne del silenzio che le ha precedute”.

 

Tutti i concerti verranno ripetuti due volte. Ingresso libero con prenotazione obbligatoria, numero posti limitato

Per informazioni: Comune di Val di Zoldo 0437.789177

Per prenotazioni: 339.7776161

 

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